Sara Toma Ortottista

L’astenopia è la sindrome da affaticamento visivo legata a un uso prolungato di schermi in condizioni non ottimali: si manifesta con bruciore, lacrimazione, pesantezza oculare e talvolta mal di testa. Riconoscerne i segnali e applicare semplici accorgimenti quotidiani, come la regola del 20-20-20, aiuta a prevenirla efficacemente.
In sintesi

  • L’astenopia è un affaticamento visivo legato a un uso prolungato e non corretto di schermi.
  • I sintomi tipici includono bruciore, lacrimazione, pesantezza oculare, visione sfocata e cefalea.
  • La regola del 20-20-20 aiuta a ridurre l’affaticamento durante l’uso di dispositivi digitali.
  • Illuminazione adeguata e distanza corretta dallo schermo sono fattori preventivi importanti.
  • Sintomi persistenti meritano una valutazione ortottica per escludere difetti visivi non corretti.

Cos’è l’astenopia e quando sospettarla

L’astenopia è la sindrome da affaticamento visivo che si manifesta tipicamente in seguito ad attività prolungate allo schermo, come computer, tablet e smartphone, soprattutto quando svolte in condizioni di illuminazione non idonea o con una postura visiva scorretta. I sintomi più frequenti comprendono bruciore oculare, lacrimazione, sensazione di pesantezza agli occhi, sfuocamento temporaneo o sdoppiamento delle immagini, un generico senso di malessere e, in alcuni casi, cefalea associata all’affaticamento visivo prolungato.

Questa sindrome è diventata particolarmente diffusa con l’aumento del tempo trascorso davanti a schermi digitali, sia per motivi lavorativi e di studio sia per l’uso ricreativo di smartphone e tablet: durante la visione di un display, l’occhio compie un lavoro di messa a fuoco costante e ravvicinato, e tende inoltre a ridurre involontariamente la frequenza dell’ammiccamento (il battito delle palpebre), un fattore che contribuisce ulteriormente alla secchezza e all’affaticamento oculare.

Va precisato che l’astenopia non è una diagnosi di malattia oculare in senso stretto, ma una sindrome funzionale legata alle condizioni d’uso della visione ravvicinata: questo significa che, nella maggior parte dei casi, un intervento su abitudini e ambiente di lavoro è sufficiente a ridurre notevolmente i sintomi, senza che sia necessario alcun trattamento specifico oltre alle buone pratiche di igiene visiva.

La regola del 20-20-20 e altri accorgimenti pratici

Tra le strategie di igiene visiva più efficaci e più semplici da adottare nella vita quotidiana c’è la cosiddetta regola del 20-20-20: ogni 20 minuti di utilizzo continuativo di uno schermo, è utile distogliere lo sguardo per almeno 20 secondi, guardando un punto lontano almeno 6 metri (20 piedi). Questo semplice accorgimento aiuta i muscoli oculari coinvolti nella messa a fuoco ravvicinata a rilassarsi periodicamente, riducendo l’affaticamento complessivo accumulato nel corso della giornata.

Accanto a questa regola, alcuni accorgimenti pratici contribuiscono concretamente a prevenire l’astenopia: mantenere una distanza adeguata dallo schermo, generalmente attorno ai 50-70 centimetri per un computer, assicurarsi un’illuminazione ambientale adeguata e priva di riflessi fastidiosi sullo schermo, regolare la luminosità del display in modo che sia bilanciata rispetto all’ambiente circostante, e ricordarsi consapevolmente di ammiccare con maggiore frequenza durante l’uso prolungato di dispositivi digitali.

Anche una pausa più strutturata, che preveda di alzarsi e allontanarsi fisicamente dallo schermo ogni ora, aiuta non solo gli occhi ma anche postura e concentrazione generale. Nei bambini e negli adolescenti, che oggi trascorrono un tempo crescente su dispositivi digitali per motivi scolastici e ricreativi, questi stessi accorgimenti meritano un’attenzione particolare da parte dei genitori, magari stabilendo insieme pause regolari durante lo studio o l’uso ricreativo degli schermi.

Quando l’astenopia nasconde un problema visivo da correggere

Sebbene l’astenopia sia spesso legata semplicemente a un uso non ottimale degli schermi, in alcuni casi i sintomi persistenti possono essere il segnale di un difetto visivo non corretto o non adeguatamente compensato, come una lieve ipermetropia, un astigmatismo, oppure un deficit della capacità di convergenza e accomodazione tra i due occhi, che può rendere il lavoro visivo ravvicinato particolarmente faticoso anche con occhiali già in uso ma non perfettamente calibrati.

Per questo motivo, se i sintomi di affaticamento visivo persistono nonostante l’adozione delle buone pratiche di igiene visiva descritte, è opportuno non limitarsi a “convivere” con il fastidio, ma richiedere una valutazione ortottica specifica, che possa verificare la funzionalità visiva binoculare, la capacità di accomodazione e convergenza, ed eventualmente indirizzare verso una correzione ottica più adeguata o un percorso di rieducazione visiva mirato, quando la sola igiene visiva non sia sufficiente a risolvere il disturbo.

FAQ

Cos’è la regola del 20-20-20? Ogni 20 minuti di schermo, guardare un punto lontano almeno 6 metri per 20 secondi, per ridurre l’affaticamento visivo.
Quali sono i sintomi tipici dell’astenopia? Bruciore, lacrimazione, pesantezza oculare, visione sfocata o sdoppiata e talvolta mal di testa.
L’astenopia riguarda solo chi lavora al computer? No, riguarda chiunque usi schermi digitali in modo prolungato, compresi smartphone e tablet, anche per uso ricreativo.
Se i sintomi persistono nonostante le pause, cosa fare? È opportuno richiedere una valutazione ortottica per escludere un difetto visivo non corretto
Basta ridurre il tempo davanti allo schermo per risolvere l’astenopia? Spesso aiuta molto, ma anche illuminazione, distanza e frequenza di ammiccamento incidono sull’affaticamento visivo.

Prenota una visita
Se i tuoi occhi si affaticano spesso davanti agli schermi e le buone pratiche non bastano, prenota una visita con la Dott.ssa Sara Toma, ortottista, presso lo studio di Viale Monte Rosa 21 a Milano. Scrivi a saratomaortottista@gmail.com o chiama il 329 614 14 98.

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