La performance pianistica è il risultato di un sistema sensoriale integrato in cui la vista gioca un ruolo spesso sottovalutato. Questo articolo esplora il legame tra abilità visive e lettura dello spartito, analizzando perché – a parità di studio e insegnamento – alcuni pianisti acquisiscono più rapidamente lo sguardo fotografico tipico del lettore esperto. Partendo dal principio cognitivo del chunking e dal parallelismo tra musica e linguaggio, la riflessione si estende al ruolo dei cinque sensi nell’esperienza musicale e al fenomeno della sinestesia. Da queste basi scientifiche e pedagogiche nasce Music Vision, un training innovativo dedicato al potenziamento delle abilità visive nei musicisti, sviluppato in collaborazione con la pianista e docente Antonietta Assini del Conservatorio di Aosta. L’obiettivo è trasformare la visione da variabile trascurata a risorsa consapevole, per una performance più fluida, espressiva e libera.
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